Presepe del tempo oscuro: due bimbi migranti che vegliano la madre morta...




Nel lager di acqua salata la storia terribile di due bimbetti che vegliano sul gommone la madre morta.



L'immagine è di quelle che picchiano forte alla bocca dello stomaco. L'idea che ho avuto, nel leggere la notizia, è che quella immagine fosse come il negativo della "foto" del bambino di Betlemme vegliato dal padre, Giuseppe, e dalla madre, Maria. Qui erano i figli a vegliare, uno di sei anni, il fratello più grande di nove. Probabilmente arrivati dal Mali. L'equipaggio di una nave di Save the Children li ha trovati tra 300 disperati affollati su un gommone precario, tra le onde, nelle mani di un inesperto trafficante. Quando il gommone si è svuotato, c'erano loro, uno accanto all'altro, a vegliare la mamma senza vita che aveva tentato di portarli lontano, perché lontano dalla fame senza speranza potessero trovare un modo nuovo, un nuovo mondo, per crescere e vivere. Le avevano stretto la mano nel viaggio infernale per arrivare al Mediterraneo, non le avevano lasciato la mano nel difficile momento dell'imbarco, loro piccolissimi tra tanti uomini che avrebbero potuto pestarli, come è spesso accaduto. E poi, si erano stretti a lei quando il mare cominciava a fare paura, e da lei avevano ascoltato pietose parole rassicuranti quando tutto diventava maledettamente difficile. Chissà, forse è stata la madre, quando ha sentito che per lei era finita, a scrivere un numero telefonico, a penna, sui pantaloni del più grande. Un numero sui pantaloni, le ultime parole di incoraggiamento e di amore, la raccomandazione al più grande perché badasse al fratellino piccolo. Un bacio all'uno, un bacio all'altro prima di chiudere gli occhi. E loro, a vegliarla per il tratto di mare infinito che li divideva dal salvataggio. Salati lacrime e mare in faccia.

I due piccoli ora sono in Sicilia, avvolti da una dose in più di amore. Quel numero scritto a penna, e che l'acqua non ha cancellato, potrebbe far ritrovare quel che resta degli affetti. I due piccoli, ripartono da nove e sei anni. Sarà difficile, ma a volte la vita sa essere generosa, e chissà. A noi resta l'immagine di questo presepe dei nostri tempi; tempi strisciati dall'indelebile linea nera del nuovo Olocausto, con un lager d'acqua salata...

(Globalist)

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