Iraq, esercito entrato a Mosul. Violenti combattimenti in quartiere ad est...




Premier all'Isis: arrendetevi o morirete. Almeno 5mila jihadisti pronti all'ultima difesa della città, nuova strage: 350 massacrati




"Arrendetevi o morirete". E' l'ultimatum lanciato ai jihadisti dell'Isis a Mosul dal premier iracheno Haidar al Abadi durante una visita alla città di Shura, 35 chilometri a sud di Mosul, strappata nei giorni scorsi a Daesh. "Le forze di liberazione irachene - ha aggiunto Abadi - taglieranno presto la testa del serpente a Mosul: il resto delle sacche di Daesh saranno indebolite e saremo in grado di spazzarle via rapidamente". Abadi ha anche fatto appello ai civili di Mosul perché rimangano nelle loro case durante la battaglia.
L'Isis ha "massacrato oggi 300 civili a nord di Mosul, accusandoli di aver collaborato con le forze nemiche": lo dice un esponente del Consiglio di Ninive (Mosul è il capoluogo del Governatorato), Hossam al-Din al-Abbar, citato dai media iracheni. "I plotoni di esecuzione hanno fatto strage nel villaggio di Moshairefa". Nella cittadina di Ninive (sulla sponda orientale del Tigri a Mosul) invece sono stati messi a morte 50 miliziani "fuggiti dal fronte", dopo una sentenza della 'Corte islamica' jihadista, nella base Isis di al-Ghazlani. Lo riferisce la tv Al Sumaria News.
Le forze irachene hanno sfondato il fronte orientale e "sono entrate a Mosul". Lo ha annunciato il generale Wissam Araji, dei servizi anti-terrorismo addestrati dagli Usa, citato dal sito della Reuters. Il generale afferma che le truppe sono adesso nel quartiere orientale di Karama. Contattato telefonicamente a Baghdad, il generale iracheno Mohamad ha confermato all'ANSA che le truppe sono entrate in città attraverso Gagjali, il primo sobborgo ad est del centro della 'capitale' del Califfato. I militari che hanno lanciato l'offensiva stamani hanno conquistato le fattorie nei pressi del quartiere di Gagjali, il primo sobborgo a est del centro di Mosul. Almeno 5.000 - secondo i dati del Pentagono Usa - i jihadisti pronti all'ultima disperata difesa. Le forze anti-Isis possono contare su oltre 40.000 unità di fanteria lungo tutti i fronti dell'offensiva.
Vendetta dell'Isis contro gli sciiti, 5 attentati a Baghdad - Oltre 15.000 combattenti sciiti che rispondono a Teheran avanzano inarrestabili verso Mosul sul fronte occidentale, strappando villaggio dopo villaggio all'Isis. Ma Abu Bakr al Baghdadi fa esplodere subito la sua rabbia che si trasforma in vendetta con cinque tra autobomba e kamikaze che oggi hanno fatto strage nei quartieri sciiti di Baghdad. Almeno 17 i morti e decine di feriti. Un sesto attacco è stato neutralizzato per miracolo: "Abbiamo individuato il kamikaze, era nei pressi dell'al-Beiruti Café, nel centro di Baghdad. Si è fatto esplodere dopo l'assedio delle nostre forze di sicurezza. Tra i civili ci sono dei feriti ma non gravi", ha annunciato in serata il Colonnello Saad Moen, portavoce del Comando operazioni della capitale irachena. Il bilancio più sanguinoso dei vari attacchi è quello dell'autobomba piazzata nei pressi di un mercato, oltretutto vicino a una scuola, nel sobborgo di Hurriyah. Almeno 10 i morti. Gli altri attacchi hanno preso di mira ancora mercati e luoghi affollati. Oltre al Beiruti Cafè, dove sarebbe stato un massacro se il kamikaze non fosse stato intercettato dall'antiterrorismo iracheno. "Quando avremo sconfitto l'Isis a Mosul marceremo verso la Siria, per combattere per Bashar al Assad", ha annunciato il portavoce delle Al Hashd Al Shaabi, le milizie paramilitari sciite che rispondono all'Iran. Sul fronte ovest di Mosul, sono arrivati nuovi rinforzi e ora i combattenti sciiti sono oltre 15.000. Il presidente turco Recep Tayyp Erdogan ha però avvertito che se gli sciiti "terrorizzeranno la regione", Ankara "reagirà". Le milizie, conosciute come Forze di mobilitazione popolare (Al Hashd Al Shaabi, appunto), sono state costituite fin dal 2014 in seguito ad una fatwa dell'ayatollah Ali al Sistani, la maggiore autorità religiosa sciita, per combattere lo Stato islamico, che è sunnita. Ma in molte aree sottratte al 'Califfato' sono state accusate di avere commesso atrocità contro la popolazione sunnita, accusandola di complicità con l'Isis. Le Shaabi, ovviamente sorde davanti al monito turco, oggi hanno conquistato 10 villaggi sul fronte ovest: puntano sul liberazione di Tal Afar. Prima o poi i 3.000-5.000 miliziani dell'Isis annidati a Mosul dovranno fare i conti con loro, che hanno promesso che non entreranno in città ma spianeranno la strada alle Forze speciali irachene. E mentre l'Osservatorio siriano per i diritti umani (Ondus) sostiene che oltre 300 bambini soldato dell'Isis (molti arrivati come 'rinforzo' dalla Siria) sono stati uccisi in 14 giorni di battaglia, a Mosul il 'Califfo' non sa più cosa inventarsi per bloccare gli avversari. Dopo i massacri di ex poliziotti iracheni e civili accusati di essere delle spie, dopo i rastrellamenti per rinforzare le file degli scudi umani, ora l'Isis starebbe piazzando esplosivi in decine e decine di giocattoli e pupazzi che poi sparge per la città e i villaggi. La notizia l'ha riportata il Guardian e fonti della sicurezza a Erbil l'hanno confermata all'ANSA. Nelle zone liberate dai jihadisti, fino a oggi i Peshmerga hanno bonificato ordigni per oltre 50 tonnellate di Tnt. L'obiettivo, confermano le fonti, è quello di minare l'avanzata delle forze avversarie che si apprestano a entrare nella 'capitale' del Califfo Baghdadi. Per i bambini liberati, "un peluche sarebbe irresistibile, farebbero esplodere la bomba"...
(ANSA)

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