Sullo Yemen missili Usa, si allarga il fronte di guerra?...




Gli Stati Uniti hanno colpito alcune postazioni radar nel territorio controllato dai ribelli Houthi nello Yemen. I raid dopo che per due volte un cacciatorpediniere statunitense era stato preso di mira da missili a medio raggio. Il primo intervento militare diretto che gli USA effettuano in questo conflitto a sostegno della coalizione saudita. Un intervento che potrebbe proiettare questa guerra in una nuova e ancor più cruenta fase.



L’ultimo orrore, in ordine di tempo, il raid dell’aviazione saudita su una cerimonia funebre di un familiare del capo dei ribelli a Sana’a, con 140 vittime civili e oltre 500 feriti. La risposta dei ribelli sciiti al massacro, un lancio di missili balistici a medio raggio sulle base saudite vicino alla Mecca e contro navi militari nel Mar Rosso. Una di questa era americana.
Controreplica statunitense. Tre missili Tomahawk su postazioni radar in una area dello Yemen sotto controllo dei ribelli sciiti Houthi. Attacco di “autodifesa”, dopo gli attacco con missili contro il cacciatorpediniere USS Mason, domenica e mercoledì, in navigazione al largo delle coste yemenite, afferma il Pentagono.
Per ora solo un ‘segnale’, ma un segnale forse, e preoccupante rispetto alla possibilità di una estensione del conflitto. Si tratta della prima azione diretta degli Stati Uniti contro gli insorti sciiti Houthi, appoggiati da parte dell’esercito che hanno cacciato i lealisti di Mansour Hadi, alleati dell’Arabia Saudita e delle altre monarchie sunnite del Golfo. Finora gli Stati Uniti si erano limitati ad appoggiare con armi e intelligence la Coalizione a guida saudita di 9 paesi arabi sunniti schierata in Yemen contro gli insorti e l’intervento diretto di Washington nel conflitto potrebbe suscitare reazioni nella regione.
Per molti analisti militari, la Coalizione araba impegnata in una guerra distruttiva in Yemen non riesce a conseguire un concreto successo sugli insorti ed è in cerca di soluzioni. Tipo, l’aiuto del più potente alleato saudita al mondo. Sulla base di altre valutazioni, un maggiore impegno nel conflitto yemenita consentirebbe a Washington di rinsaldare i rapporti con gli alleati arabi del Golfo, in particolare con i sauditi che non hanno digerito l’accordo sul programma nucleare iraniano né l’atteggiamento arrendevole degli USA nei confronti dell’intervento russo in Siria.
L’intervento ha già agitato le acque del Golfo di Aden, dove l’Iran subito dopo l’operazione degli USA ha inviato due navi da guerra. La notizia è stata confermata dal contrammiraglio della Marina di Teheran Habibollah Sayyari, il quale ha specificato che la flotta è partita dalla città portuale meridionale iraniana di Bandar Abbas e stanzierà nel Golfo di Aden per i prossimi tre mesi per “proteggere le proprie imbarcazioni commerciali da azioni di pirateria”, negando che vi siano collegamenti tra questo ordine e l’attacco americano nei confronti degli Houthi. Non ancora sfida, ma..
Accusati di essere complici dei massacri compiuti dai caccia sauditi ai danni di migliaia di innocenti (più di 6.700 i morti nel conflitto yemenita, circa 4mila dei quali civili), gli USA in questi mesi hanno garantito all’esercito di Riad supporto di intelligence e rifornimento di carburante per i loro caccia (5.700 i raid effettuati), inviando personale militare nelle basi militari saudite per coordinare gli attacchi sul terreno e chiudendo nel 2016 affari del valore di 1,15 miliardi di dollari che hanno incluso la vendita di carri armati e di altre armi pesanti.
Una posizione più volte criticata dalla comunità internazionale ma che aveva permesso agli Stati Uniti di far stanziare le proprie navi da guerra di fronte alle coste yemenite e di presidiare lo stretto di Bab el-Mandeb, da dove transitano ingenti traffici commerciali e petrolieri che dall’Oceano Indiano raggiungono il Mediterraneo passando attraverso il Canale di Suez e, contemporaneamente, di coordinare da vicino droni e blitz di forze speciali per uccidere jihadisti affiliati ad AQAP. Al Qaeda nella Penisola Araba. o allo Stato Islamico che operano in Yemen...

(RemoContro)

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