Siria, raid dei ribelli su una scuola elementare: morti 5 bambini...




Attacco kamikaze nella provincia settentrionale di Aleppo: 10 morti. Offensiva di Bashar al-Assad nel distretto meridionale della città siriana: due neonati uccisi. Putin "rinvia" incontro con Hollande del 19 ottobre. Il presidente francese aveva definito i bombardamenti russi "crimini di guerra" ma si dice pronto a "dialogo onesto"



Nuova giornata di sangue in Siria. E ancora una volta sono i bambini a morire. Almeno cinque alunni delle elementari sono deceduti a Daraa, nel sud della Siria, in un bombardamento di artiglieria dei ribelli contro una scuola elementare. Lo riferisce l'agenzia ufficiale Sana ma la notizia è stata confermata dall'Osservtaorio per i diritti umani. Nell'attacco, avvenuto nel quartiere di Al-Sahary, sono rimaste uccise sei persone, cinque delle quali bambini. I feriti sono 25 - alcuni in condizioni gravi -, 15 dei quali sono bambini.

Attaccata anche la zona di Aleppo. Un kamikaze ha infatti provocato la morte di almeno 10 persone e il ferimento di un numero imprecisato di vittime. L'attacco compiuto dallo Stato islamico è avvenuto in un villaggio vicino alla città di Manbech, nella provincia settentrionale siriana di Aleppo. Lo riferisce l'Osservatorio siriano per i diritti umani, spiegando che il bilancio complessivo, fra morti e feriti, è di una trentina di vittime. I morti sono per la maggior parte membri della famiglia del parlamentare siriano Diab al Mashi, che si trovava in visita nel suo villaggio natale, quello di Al Mashi, vicino a Manbech appunto. Si tratta di uno dei parlamentari veterani, dal momento che occupa un seggio da 55 anni. L'Osservatorio non ha precisato se Diab al Mashi sia fra i morti e feriti o meno. Il villaggio di Al Mashi è sotto il controllo delle Forze della Siria democratica (Fsd), una coalizione armata curdo-araba, che in agosto ha cacciato l'Isis da Manbech e dalla periferia della città. Nelle ultime ore lo Stato islamico ha lanciato un attacco nella regione, dove sono scoppiati scontri nella zona di Dandania, vicino Manbech appunto, dove sono esplose tre autobombe.

Le forze del presidente siriano di Bashar al-Assad hanno invece lanciato un'offensiva nel distretto meridionale di Aleppo Sheikh Saeed. Obiettivo sono i combattenti moderati di Jaish al Fatah (L'esercito della conquista), gruppo ribelle che controlla gran parte dell'area. All'offensiva partecipano anche il reggimento 800 della Guardia Repubblicana siriana, Hezbollah e i paramilitari iracheni di Harakat al-Nujaba, supportati da una ventina di raid dei jet russi. Secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani si contano finora 8 vittime civili, tra cui due neonati, nei quartieri di Bustan al-Qasr e Fardos controllate dalle forze ribelli. "Si tratta dei più massicci raid aerei russi da quando il regime siriano ha annunciato che avrebbe ridotto i bombardamenti" lo scorso 5 ottobre, ha riferito il responsabile della ong con sede a Londra, Rami Abdel Rahman. I volontari del gruppo "caschi bianchi" hanno estratto dalle macerie due neonati. Finora solo almeno 290 le vittime, la maggior parte civili, ad Aleppo, uccise dal fuoco delle forze di Damasco e dai russi, da quando hanno iniziato l'attacco in grande stile per strappare la città ai ribelli lo scorso 22 settembre.

Intanto, sul fronte diplomatico, la pace sembra sempre più lontana. Il presidente russo, Vladimir Putin, ha comunicato di voler "rinviare" la visita che era in programma in Francia per il 19 ottobre, dopo che la presidenza francese gli ha comunicato che l'unico evento a cui il suo ospite, il presidente francese, François Hollande, avrebbe partecipato con lui era "una riunione di lavoro" sulla Siria. Lo ha fatto sapere L'Eliseo: "C'è stato un contatto tra l'Eliseo e il Cremlino e la Russia ha fatto sapere che vuole rinviare la visita", ha comunicato la presidenza francese. Il presidente russo avrebbero dovuto inaugurare la cattedrale ortodossa della capitale. L'Eliseo dunque gli aveva proposto una riunione di lavoro sulla Siria con Hollande, una riunione che è evidentemente è suonata troppo incalzante dopo la denuncia francese che ad Aleppo i bombordamenti russi configurano "crimini di guerra". Sabato lo stesso presidente Hollande aveva dichiarato di "porsi la domanda" se riceverlo, a causa dei "crimini di guerra" commessi dal regime di Bashar al-Assad, con il sostegno dell'aviazione russa, nella martoriata città siriana. Hollande, che oggi si si trova a Strasburgo per un intervento al Consiglio d'Europa, si dice pronto ad incontrare "in ogni momento" l'omologo russo Vladimir Putin per "fare progredire la pace" ma ha sottolineato deve essere "un dialogo onesto", da avviare quando "la Russia sarà realmente decisa a far cessare i bombardamenti a cui partecipa sostenendo il regime siriano"...

(R.it Esteri)

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