Povera America, poveri noi: Clinton Trump a colpi di scandalo...




La presidenza americana giocata a bordo letto. Parole sconce e vizietti dei candidati o congiunti. La rozzezza nota di Donald Trump che sintetizza la complessità donna col dettaglio e parla sempre di ‘f…’, e Hillary a cui vengono messi in conto altri presunti tradimenti del marito ed ex presidente Bill, oltre le ben nota Monica. Donald promette a Hillary, ‘ti manderò in galera’. Hillary a Donald, ‘Non sei degno di fare il Presidente’. Politica vera poca, economia planetaria quasi nulla, mondo tra pace e guerra limitato agli insulti tra i due. Povera America, poveri noi.



Nell’ipocrita America, scopriamo che molto della cosiddetta ‘Grande politica’ ruota attorno al sesso e alle questioni di letto. Donald Trump ne parla come da spogliatoi del ‘Grande fratello’, mentre Hillary che deve rivivere i tradimenti veri o presunti del marito come colpe sue. Brutte cose accadono in America.
Anticipo di dibattito televisivo tra i due candidati a St. Louis. «Bill Clinton mi ha stuprata, Hillary Clinton mi ha minacciata», dice Juanita Broaddrick, e non sai se parla figurativamente o no. La stessa assolve ovviamente le volgarità di Donald. Altre donne ad accusare un incontenibile Bill, più assatanato del mitico JFK.
Quasi che la politica americana, il potere e la Casa Bianca, abbiano come riferimento chiave, anche se sempre innominabile, il sesso. E da quello non si scappa neppure nel secondo dibattito «town hall», in cui le domande siano poste da cittadini «indecisi» selezionati da Gallup.
E per Trump, subito, la sua considerazione nei confronti delle donne: lui ammette che non va fiero di quei «discorsi da camerino», da ‘Grande fratello’ diremmo noi, prova a farsi perdonare, ma evita di rispondere direttamente alla domanda se abbia mai palpeggiato e sessualmente abusato di donne. Con qualche astuzia: «quando hai l’Isis, guerre e massacri nel mondo non sono queste le questioni centrali per l’elettorato».
"Non è offensivo se chi ti palpa ha le mani piccole"
“Non è offensivo se chi ti palpa ha le mani piccole”
Ovviamente Hillary Clinton non perdona: «Lo abbiamo visto insultare le donne, dar voti alle donne da uno a dieci, imbarazzare le donne in tv e su Twitter. Ma non è solo questo video sulle donne, ha attaccato immigrati, ispanici, persone con disabilità».
Delegittimazione reciproca totale. Fuori memoria un tale livello di animosità, di disprezzo, e di insulto. Il resto è quasi scontato, tasse, ambiente, sanità, immigrazione, eccetera, con la contrapposizione classica tra democratici e repubblicani sui temi.
Sulla politica estera, Siria e Russia in particolare, molto decisa Hillary, molto più generico e meno interventista Donald.
Alla fine Trump è stato efficace nella parte distruttiva. Le sue accuse a Hillary sono semplici: fai politica da 30 anni e non hai risolto i problemi, sei tutta chiacchiere e niente azione; il Medio Oriente dopo 8 anni di politica estera democratica è un disastro.
Lei dà il meglio quando descrive un’America inclusiva, i cui valori sono per tutti, donne, bianchi e neri, musulmani, ispanici, immigrati, disabili. Tutte categorie che Trump ha insultato in questa o quella occasione.
sgarbi
Ovviamente non poteva mancare il convitato di pietra Vladimir Putin. Hillary ha evocato, tra le ragioni per cui Trump non pubblica le sue dichiarazioni dei redditi, la possibilità di conflitti d’interessi per i suoi legami affaristici con la Russia, citando ovviamente il presunto ruolo degli hackers russi (con WikiLeaks) che sistematicamente prendono di mira i siti del partito democratico e la campagna di Hillary.
Extra dibattito i dati più significativi.
Il 64% delle donne americane ha un’opinione negativa di Trump e soltanto il 24% lo apprezza, secondo la ricerca della NBC tv diffusa ieri sera. Visto che le donne sono almeno il 53% degli elettori, vincere un’elezione presidenziale diventa impossibile e dunque, tutto quello che Hillary Clinton deve fare, è far passare il mese che manca al voto senza commettere errori e autogol.
Salvo sconvolgenti rivelazioni che lei sostiene siano passate dagli hacker del Cremlino a WikiLeaks, o gravi episodi di terrorismo che riattizzino la xenofobia e la paura, i carburanti del trumpismo, la campagna elettorale del Donald e il Partito Repubblicano che si sta dilaniando sono le armi più efficaci della ex Segretaria di Stato.
Conclusione possibile dopo che i sondaggi Usa ci dicono di una Hillary Clinton avviata inesorabilmente verso la Cassa Bianca?
Come da titolo e comunque vada, «Povera America, poveri noi»...

(RemoContro)

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