Polonia e aborto dietrofront: governo bigotto sì ma scemo no...




Il governo prende le distanze dalla proposta di legge sull’aborto in Polonia. Il vicepremier Jaroslaw Gowin ha dichiarato che la proposta di legge sull’aborto al vaglio del parlamento non entrerà in vigore. Le manifestazioni di massa contro la proposta, che introdurrebbe il divieto assoluto di ricorrere all’interruzione di gravidanza se non in caso di pericolo di vita per la donna, hanno spinto il governo di destra a esprimersi contro la legge.



Polonia. Sarà anche il governo più fideista e forcaiolo e bigotto della storia polacca quello nelle mani del leader Jaroslaw Kaczynski e della premier Beata Szydlo. Sarà anche sostenuto dalle componenti più reazionarie della potente Conferenza episcopale cattolica. Sarà quel che sarà, ma la piazza di milioni di donne polacche arrabbiatissime ha consigliato un rapido dietrofront, contrordine compagni, o meglio, camerati, e via con una brutta figura internazionale dietro l’altra.
Defilasti i due esponenti del cattolicesimo più integralista, Kaczynski e la premier Beata Szydlo, tocca al vicepremier Jaroslaw Gowin ammettere la sconfitta ed annunciare che la proposta di legge sull’aborto al vaglio del parlamento non entrerà in vigore.
Le manifestazioni di massa contro la proposta, che introdurrebbe il divieto assoluto di ricorrere all’interruzione di gravidanza se non in caso di pericolo di vita per la donna, hanno spinto il governo di destra a esprimersi contro la legge.
«Voglio rassicurare coloro che temono che in Polonia l’aborto sarà completamente vietato. L’aborto non sarà certamente vietato quando la donna è vittima di stupro o se la sua vita o la sua salute è in pericolo», ha aggiunto. «La protesta di lunedì -ammette- ci ha dato spunti di riflessione e di certo ci ha insegnato l’umiltà».
La piazza e la prospettiva di un nuovo scontro con il parlamento europeo, in una situazione già particolarmente tesa con Bruxelles sulla questione migranti attorno al blocco xenofobo ex comunista del Baltico.
Un recente sondaggio Ipsos, riportato ieri dalla Bbc, rilevava come la stragrande maggioranza dei polacchi è contraria a una legge sull’aborto più restrittiva, con solo il 11% a favore della sterzata integralista.
Quasi la metà dei cittadini polacchi ha detto che la legislazione esistente dovrebbe rimanere invariato, mentre più di un terzo ha detto che l’aborto legale dovrebbe essere più ampiamente disponibile.
Anche da stime conservatrici, risulta in Polonia di registrerebbero 100, 150 mila aborti illegali rispetto alle 1.000 – 2.000 interruzioni legali della gravidanza.
La Polonia ha una delle leggi più restrittive d’Europa sull’interruzione volontaria della gravidanza. Non esiste un diritto assoluto di abortire -nemmeno in Italia, ma le condizioni sono meno rigide-, ma sono previste alcune circostanze straordinarie per cui è permesso: per gravi patologie fetali, in seguito a uno stupro e in caso di pericolo per la salute della donna.
Sino a ieri lo scenario in Polonia rischiava di diventare ancora più oppressivo: la proposta di legge che pare ora accantonata (aspettiamo a vedere) vorrebbe rendere l’aborto sempre illegale tranne che in caso di immediato pericolo di morte per la donna. La violazione del divieto prevedeva fino a cinque anni di reclusione...

(RemoContro)

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