Mosul, 6.000 miliziani dell'Isis trincerati in città...




L'esercito iracheno lancia un appello ai miliziani dello Stato Islamico: "Deponete le armi". Elicotteri Usa Apache in azione nelle zone della battaglia.



A Mosul, trincerati e in strenue difesa della città, ci sono circa 6000 jihadisti. A rivelarlo è stato il generale Talib Shaghati, alto comandante dell’esercito iracheno, che ha lanciato loro un appello perché depongano le armi.

Rallenta intanto l'offensiva verso Mosul dell'esercito iracheno da sud, e in particolare quella dei miliziani Peshmerga curdi da est, dopo che ieri gli stessi curdi avevano detto di essere arrivati ad una quindicina di chilometri dalla città.

Si avanza villaggio dopo villaggio. La televisione curda Rudaw sottolinea che a sud le forze dell'esercito di Baghdad sono costrette ad avanzare lentamente, villaggio dopo villaggio, per bonificare gli abitati da esplosivi lasciati dai jihadisti in ritirata, per la presenza di cecchini e per il pericolo di attacchi suicidi. "Questa offensiva non è una passeggiata verso Mosul, ma una lenta avanzata", sottolinea l'emittente.

Elicotteri Usa Apache a Mosul. Elicotteri Apache americani sono entrati in azione nella battaglia per strappare all'Isis Mosul, bombardando obiettivi dello Stato islamico la scorsa notte. Lo ha detto il generale Gary Volesky, comandante delle forze di terra degli Usa e della Coalizione internazionale in Iraq, parlando da Baghdad in videoconferenza con un gruppo di giornalisti a Washington. Il generale non ha fornito particolari sulle operazioni compiute, citando motivi di sicurezza.


Preoccupazione per i civili. Sono circa 200.000 i civili che potrebbero essere ancora a Mosul. Queste persone potrebbero essere costrette a fuggire nelle prime settimane dopo l'inizio dell'offensiva militare anti-Isis in Iraq per riprendere il controllo di Mosul. A dirlo è in una nota l'Ufficio dell'Onu per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha) secondo il quale comunque i rapporti relativi alle prime 36 ore delle operazioni militari, avvenute in zone poco popolate, non indicano una fuga di massa delle popolazioni civili. Lo scenario più pessimistico dell'Onu sulle conseguenze dell'offensiva per la riconquista di Mosul evoca un milione di sfollati, con circa 700.000 persone in cerca di un alloggio di emergenza. Rifugi sono stati allestiti per circa 60.000 persone in campi e siti di emergenza ed è stato accelerato l'allestimento di ulteriori siti, con una capacità per circa 250.000 persone, precisa l'Ocha.

Mosca: evitare che i jihadisti Isis si riversino in Siria. Una delle preoccupazioni più grandi dell’attacco per riprendere il controllo di Mosul e che i jihadisti possano battere in ritirata verso Raqqa, città siriana in mano allo Stato islamico. Bisogna evitare che i jihadisti dell'Isis lascino Mosul e dintorni per riversarsi in Siria, ha detto Valeri Gherasimov, capo di Stato maggiore delle forze armate russe. "La nostra attenzione - ha dichiarato il generale - si concentra sui possibili tentativi dei miliziani di scappare da Mosul o, dietro accordo, di lasciare la città per andare verso la Siria senza essere ostacolati. Speriamo - ha proseguito Gherasimov - che i nostri partner della coalizione internazionale siano consapevoli di quali siano le conseguenze di avere grandi bande dell'Isis che vagano nella regione del Medio Oriente". Secondo il generale russo, è "quindi necessario non portare i terroristi da un paese all'altro, ma eliminarli sul posto".


Ue: il rischio di foreign fighter c’è ma non bisogna eagerare. "Esiste una minaccia ma non dobbiamo esagerare". A dirlo è il commissario alla Sicurezza Ue Julian King  sul rischio di combattenti stranieri di ritorno in Europa se Mosul dovesse cadere. "L'Ue lavora a proposte serie per sostenere la lotta al terrorismo Ci sono circa 2500 fighter europei nelle zone di guerra. E' molto improbabile che rientrino tutti. Alcuni saranno morti, altri andranno in altre zone di crisi, alcuni tenteranno il rientro. Anche se non fossero molti, è una minaccia che deve trovarci pronti", ha spiegato...

(Globalist)

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