Isis, esecuzioni sommarie: uccisi centinaia di prigionieri...




I jihadisti hanno ammazzato molti uomini dei villaggi vicini a Mosul come avvertimento, per terrorizzare gli abitanti che sono ancora intrappolati in città.



I jihadisti dell’Isis, dopo l’inizio dell’offensiva dell’esercito iracheno per liberare Mosul, hanno giustiziato ieri, 26 ottobre 2016, centinaia di prigionieri - almeno 232, stando a dati non ufficiali e ancora non confermati. La maggior parte delle vittime erano ex membri della polizia irachena e dell'esercito, che vivevano nelle aree sotto il controllo dello Stato Islamico a sud di Mosul, come ha confermato Abdul Rahman al-Waggaa, un membro del consiglio provinciale di Ninive.

I jihadisti hanno prelevato le vittime dalle loro case e li hanno condotti nella città di Hammam al-Alil, 15 km a sud di Mosul, dove hanno poi avuto luogo le esecuzioni. A ribadire l’atrocità dei miliziani dell’Isis contro i prigionieri sono state le testimoniante dei residenti dei villaggi attorno a Mosul e quelli degli sfollari. Le esecuzioni sono state pianificate "per terrorizzare tutti quelli che ancora sono intrappolati a Mosul” ha spiegato al-Waggaa. 

Hoshiyar Zebari, politico curdo, ha aggiunto che già nei giorni scorsi a Erbil erano state compiute esecuzioni sommarie, con almeno 65 persone che hanno perso la vita. A scatenare la furia omicida dei jihadisti dell’Isis è stata una rivolta scoppiata nei villaggi di Al-Hudd e Al-Lazzaga: gli abitanti, circa una settimana fa, sono insorti per aiutare l’esercito iracheno nella liberaione di Mosul. La repressione da parte dei jihadisti è stata immediata: centinaia di prigionieri e poi le esecuzioni capitali, ha spiegato Zebari, ex ministro delle finanze e degli esteri iracheno.

Le forze di liberazione sono ormai vicine alla periferia di Mosul. Le forze congiunte irachene governative e curde sono arrivata a circa 3-4 chilometri dalla periferia est di Mosul, secondo il generale Najim al Jubury, capo delle operazioni militari nella provincia di Ninive. Ma sul fronte sud le forze lealiste sono ancora impegnate in combattimenti per strappare all'Isis la città di Shura, 35 chilometri dalla roccaforte dell'Isis in Iraq. Il generale Al Jubury ha aggiunto che 1.500 civili sono stati evacuati da Shura prima della battaglia e trasferiti a Qayyara, 20 chilometri a sud, dove è situata una delle basi delle forze governative, con la presenza di truppe americane. Intanto, secondo fonti della sicurezza della provincia di Ninive, all'interno di Mosul lo Stato islamico si sta preparando alla battaglia spostando gran parte dei suoi uomini e armamenti dalla parte est della città a quella ovest, al di là del fiume Tigri, lungo il quale vengono innalzati alti sbarramenti. Ma sia nella parte orientale sia in quella occidentale della città sono stati sparsi in molte aree piccoli depositi di armi e carburante, in preparazione di una resistenza che dovrebbe durare a lungo.

(Globalist)

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