Famiglia, povertà, migranti: la manovra di bilancio vale 26,5 miliardi...




50 milioni al fondo non autosufficienza, 500 di fondo povertà. Incentivi ai comuni che accolgono migranti.



Il governo ha dato il via libera alla legge di bilancio. La manovra è una legge “piena di buone notizie per l’Italia e gli italiani”, dice il premier Matteo Renzi in conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri.  Il valore aumenta di 2 miliardi e raggiunge i 26,5 miliardi. “Il disegno organico” della legge di bilancio, spiega il premier, “è meno tasse, più diritti. Renzi spiega che il cdm ha approvato, oltre alla manovra, “il testo di un decreto legge che interviene su alcuni fondi del 2016, il famoso fondo presidenza messo a disposizione per alcune voci urgenti”. Approvato anche un decreto che “interviene sull’obiettivo di chiudere la parentesi di Equitalia per un nuovo rapporto tra fisco e contribuenti“, dice Renzi. 

Il governo ha previsto l’abolizione di Equitalia “con il suo ingresso in Agenzia delle Entrate, con un periodo di tempo che richiederà almeno sei mesi per completare il percorso” dice il premier. “Ma la chiusura di Equitalia permette di dire: ‘ragazzi chiudiamo anche il passato‘, spiega Renzi, sottolineando che “le multe si pagano ma senza gli interessi vessatori che ci sono stati in passato. Capisco che Visco ed altri siano critici. Ma ora seguiamo un meccanismo di fisco amico. E a chi dice che facciamo poco contro l’evasione, dico: ‘mettete in fila i risultati e vedete chi ha fatto più di tutti contro l’evasione’. Noi. Abbiamo il record contro l’evasione. Come le coppe campioni per il Real Madrid”. Ecco le misure principali.

Welfare. Cinquanta milioni al fondo non autosufficienza, mentre per il fondo povertà sono confermati 500 milioni, dal 2018 con i risparmi “istituzionali”. Per la famiglia il pacchetto è di 600 milioni di euro.

Pari opportunità. Destinati al piano antitratta, a quello contro la violenza alle donne e a sostegno dell’impresa femminile 60 milioni

Sanità.  “Ci sono 2 miliardi in più”, dice Renzi. Nella sanità c’era un miliardo che “per alcuni sembrava ballerino” e sarà destinato “per i farmaci oncologici, per l’epatite C, per i vaccini” e per le nuove stabilizzazioni di medici e intermedi, aggiunge Renzi.

Pensioni. “Abbiamo chiuso un accordo con il mondo dei pensionati, avevamo chiuso a 6 miliardi ed invece sono 7 nel triennio”, dice il premier. Potranno accedere all’APE sociale i lavoratori che abbiano almeno 30 anni di contributi se disoccupati, invalidi o con di parenti 1° grado con disabilità grave oppure per chi avrà raggiunto i 36 anni di contributi facendo dei lavori cosiddetti “pesanti”.  Queste categorie di lavoratori potranno andare in pensione fino a tre anni prima senza nessun onere fino a 1.500 euro lordi di pensione.

Immigrazione. Sarà riconosciuto ai comuni “un contributo specifico per ogni migrante accolto”. Questo “dimostra che lo Stato è riconoscente alle comunità che danno una mano“, annuncia Renzi. Si tratta di un contributo annuale una tantum, in base alla situazione fotografata al 15 ottobre. A sostegno dei comuni un fondo pari allo 0,2% del Pil, che sarà tenuto fuori dal patto di stabilità.

Scuola. Aiuti alle paritarie e a scuole e asili con più disabili. “Interveniamo a dare una mano sulle scuole non statali materne, paritarie, perchè svolgono servizio pubblico, e un sostegno alle scuole paritarie che hanno insegnanti di sostegno e che hanno un numero di disabili rilevanti”, annuncia il premier Renzi, spiegando che “il Cottolengo, ad esempio, ha il 13 per cento di ragazzi disabili rispetto a una media nazionale del 3 per cento. Aiutare gli insegnanti di sostegno è un principio di equità e giustizia. Confido che non ci siano polemiche ideologiche”, aggiunge Renzi. 

Periferie. 2,1 miliardi finalizzati al recupero delle periferie: sono 120 i progetti presentati al bando periferie.

Casa. Il bonus ristrutturazione si allarga ai condomini e agli alberghi. “Fondamentale, non solo per il turismo, ma anche per la sicurezza. Pensate ad Amatrice”, dice il premier.

La crescita. “Noi abbiamo fatto la stima che la crescita sarà dell’1,1 per cento ma in modo molto signorile indichiamo l’1 per cento. Dando per scontato che con il deficit al 2,3% e con le misure che abbiamo indicato sarà più alta” dice Renzi. (DIRE/RS)

 (Globalist)

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