Allarme pedofilia: in 5 anni sale a +148%, ma tanti casi non denunciati...




Più 543% di casi di pornografia minorile: quattro vittime su cinque sono bambine.



Più 148% di atti sessuali con minori di 14 anni. O minori di 16 nel caso di parenti stretti e affidatari.  Più 543% di casi di pornografia minorile, con quattro vittime su 5 bambine.

Sono questi i numeri della vergogna. 
Sono dati, gli ultimi Forniti da 'Terre des Hommes' e riferiti agli ultimi cinque anni, che rendono bene l'idea di quanto resti attuale l'allarme pedofilia nel nostro Paese. Anche perché continua a preoccupare la dimensione del "sommerso", ovvero delle situazioni di abuso che non arrivano alla denuncia. Nello stesso arco di tempo, calano le violenze sessuali (-26%) e quelle aggravate (-31%) che però in termini assoluti (908 nel 2015) costituiscono le tipologie con maggior numero di vittime dopo i maltrattamenti in famiglia e la violazione degli obblighi di assistenza familiare.



Secondo l'ultimo Rapporto dell'Associazione Meter, il mercato della pedopornografia online non conosce sosta: 9.872 i siti segnalati l'anno scorso rispetto ai 7.712 di un anno prima. Sempre nel 2015, le segnalazioni legate ai social hanno avuto un vero e proprio boom (3.414 contro le appena 180 del 2014) ma la nuova faccia oscura del fenomeno e' rappresentata dal deep web: i pedofili, incalzati dagli investigatori della polizia che lavorano 'sotto copertura', starebbero spostando gradualmente i loro loschi traffici e, in particolare, i loro archivi proprio nella meta' nascosta della rete. Per Meter, l'Europa (con, in media, una segnalazione su due) si conferma "quartier generale" dei produttori di materiale hard, davanti a Oceania e Africa: la parte del leone la fanno i domini russi, davanti a quelli slovacchi e cechi.

Secondo i dati raccolti da Telefono Azzurro, quasi il 60% degli abusi su minori avviene in famiglia. Delle 4.724 richieste di aiuto ricevute l'anno scorso dalle linee di ascolto dedicate, il 5% riguarda emergenze per abusi sessuali. In crescita (praticamente raddoppiati nell'arco di due anni) i casi di pedopornografia online. I dati confermano anche il "primato" femminile delle vittime di abusi (65%) e l'alta percentuale dei minori di 11 anni (oltre il 40%).


Le leggi. Nel '98 in Italia è stata emanata la legge 269, quella che introduce "norme contro lo sfruttamento della prostituzione, della pornografia, del turismo sessuale in danno di minori, quali nuove forme di riduzione in schiavitu'", chiamata informalmente, e in modo inesatto, "legge anti-pedofilia". Il testo, oltre ad inasprire le pene, ha ampliato la nozione di pornografia minorile e introdotto il concetto di 'pedofilia culturale', punendo con la reclusione da 3 a 5 anni, chiunque, con qualsiasi mezzo, anche telematico, e con qualsiasi forma di espressione, istiga a commettere reati di prostituzione minorile, di pornografia minorile e detenzione di materiale pedopornografico, di violenza sessuale nei confronti di bambini e di corruzione di minore....

(Globalist)

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